Spunti storici su Aquileia, Latisana e Bibione.
Aquileia fu fondata dai Romani come colonia militare nel 181 a.C.
All'inizio fu un importante baluardo contro l'invasione di popoli barbari e punto di riferimento nonchè di partenza per spedizioni e conquiste militari. Ma veniamo a cose più importanti per noi e per il nostro bombarolo.
Quando vi giunse il messaggio cristiano, pensate che la tradizione narra addirittura di una venuta di S.Marco evangelista che portò a Roma S. Ermacora per farlo nominare da S. Pietro come primo vescovo di Aquileia, esso ebbe un velocissimo sviluppo sotterraneo così vasto da esplodere prontamente appena venne concesso il culto pubblico con l'Editto di Milano del 313 d.C.
Basti pensare che furono erette prontamente tre grandi aule, lussuosissime, poste tra loro a ferro di cavallo a formare la prima chiesa. Ciascuna poteva contenere comodamente tremila persone: cosa impensabile per un semplice "inizio" di evangelizzazione e per le ingenti risorse necessarie per realizzarle. Queste poi, ben presto risultarono insufficienti per contenere tutti i fedeli, e dovettero essere demolite
per far posto ad altre aule più ampie. Un luogo, dunque, caratterizzato da una grande storia protocristiana, uno dei luoghi italiani dove il cristianesimo arrivò molto presto e dilagò vertiginosamente. Questa basilica però fu ripetutamente saccheggiata e distrutta a più riprese dai vandali e la basilica attuale è sostanzialmente quella consacrata nel 1031 dal patriarca Poppone dopo le modifiche da lui eseguite (sopraelevazione dei muri perimetrali, rifacimento dei capitelli, affresco dell'abside e costruzione dell'imponente campanile alto 73 metri). Comunque vi posso assicurare che merita certamente una visita anche perchè il grande mosaico pavimentale, del IV secolo, è il più esteso di tutto il mondo cristiano occidentale ed è una gran figata!!
Esso non ha un motivo decorativo uniforme e ma è diviso in dieci tappeti figurati con soggetti biblico simbolici, ogni scena illustra con vivacità e fantasia verità di fede.
Importante centro della Bassa friulana, Latisana, il cui nome deriva dal latino, era al tempo dei Romani una stazione di posta lungo la via Annia (che collegava Concordia Sagittaria ad Aquileia) è un importante porto fluviale. Presenta interessanti beni artistici, tra i quali spicca la pala di Paolo Veronese (1566-67) nel Duomo.
Anche in questo caso ci troviamo in un luogo carico di significato mistico e cristiano.
Dalla fine del Seicento al crepuscolo del Settecento a Latisana esistevano ben sette chiese consacrate ( Septifanuim ): Santa Croce , San Giovanni Battista, Sant'Antonio Abate, Beata Vergine delle Grazie, Oratorio del Pio Hospitale, Oratorio dell'Annunziata e Sant'Antonio da Padova, e tre conventi, dei quali due maschili e uno femminile.
Il Duomo , dedicato a San Giovanni Battista, è la più importante tra le chiese di Latisana.
Oggi, dopo i rifacimenti resi necessari dai danni provocati dalle due guerre mondiali, possiamo ancora ammirarne la lineare struttura e le tante prestigiose opere conservatevi. Del XVI secolo sono la pala del Battesimo di Cristo del Veronese , la Sacra Famiglia tra i Santi Biagio e Valentino di Giovanni Battista de Grassi e l'olio su tela raffigurante la Trasfigurazione di Marco Moro .
Tra le tre, la più importante e senz'altro la più celebre, considerata dalla critica una delle più belle opere del maestro, è il Battesimo di Cristo , eseguita dal Veronese nel 1566-67 ed allora collocata nell'altare maggiore il 27 giugno del 1567.
Dello stesso secolo è il Cristo Crocefisso dello scultore Andrea Fosco da Faenza , autore anche dello splendido marmoreo altare maggiore.
Insomma, anche in questo caso non si può certo dire che questa cittadina sia priva di una profonda e radicata cultura cristiana, senza contare i capolavori artistici che ospita.
La vera storia di Bibione ha inizio con la presenza dei Romani durante l'epoca imperiale: essi colonizzarono la "Venetia" e il Friuli, fondando nel 181 a.C. la colonia di Aquileia e iniziando a costruire la rete viaria nel 148 a.C.
Il toponimo di Bibione stessa, secondo vari studi in materia, avrebbe origine latina o romana: l'ipotesi più accreditata è quella che a quel tempo ci fosse un gruppo di piccole isole "Bibiones" collocate nell'antica foce del Tagliamento, ovvero nell'attuale Porto Baseleghe.
Questa affascinante ipotesi deriva dagli scavi archeologici effettuati a Bibione Pineta nella zona detta "Duna Mutteron dei Frati", collocata nella Val Grande.
I primi scavi risalenti al 1883 portarono alla luce antiche costruzioni romane, costituite da edifici in muratura e pavimentazioni a mosaico , dove furono trovati oggetti di vita quotidiana quali vetri colorati, terrecotte e pezzi di anfora.
Il ritrovamento più interessante furono due monete in rame, ritraenti gli Imperatori Romani Giuliano e Flavio Vittore, che ci consentono una datazione approssimativa dell'edificio: risale a un'epoca tarda e fu frequentato fino alla seconda metà del IV secolo d.C.
Ulteriori scavi effettuati nel 1932 dal professor Gellio Cassi, a cui si deve la suddetta ipotesi delle isole "Bibiones", portarono alla luce altre fondazioni di edifici e oggetti di epoca romana imperiale.
Verso l'anno mille i territori di Bibione passarono sotto la giurisdizione dei vescovi di Concordia, come viene riferito nel diploma risalente al 996 di Ottone III, Imperatore delle Germanie.
La configurazione attuale di Bibione, secondo alcuni storici, risale intorno al 1200-1300, quando le antiche "Isole Bibiones" si unirono alla terraferma, formando un'unica spiaggia.
Con l'avvento della Repubblica di Venezia , nel 1300-1400, in queste zone si insediò la signoria veneziana e i terreni, dalla foce del Tagliamento a Baseleghe, passarono in mano prima di Costantini e poi del triestino Antonio Caccia.
Bibione fu dimenticata per anni, lontana dai grandi eventi storici che sconvolgevano gli altri paesi: i terreni erano popolati da pescatori e avvolti da fitte pinete con animali selvatici e cavalli allo stato brado.
Con il Trattato di Campoformido del 1797 i territori di Bibione seguirono le alterne vicende del Veneto tra dominazioni austriache e francesi, fino a quando nel 1866 la regione entrò a far parte del Regno d'Italia: il territorio era ancora lontano dall'essere riordinato e necessitava di un lungo lavoro, per recuperare terre insalubri e malariche soggette a frequenti alluvioni.
L'opera di bonifica dei terreni iniziò nei primi anni del 1900, quando alcuni volenterosi pensarono di rendere fertili e produttive queste zone di paludi, lagune e vaste boscaglie di conifere, di cui restano le pinete attuali.
Nel 1905 si costituì l'attuale "Consorzio di Bonifica di San Michele al Tagliamento", che effettuò importanti lavori in questo territorio: canalizzazioni, arginature in terra e in calcestruzzo per la difesa delle acque, sistemazione della viabilità con strade pubbliche ed energia elettrica.
In questo quadro di lavori rientra anche Bibione, il cui bacino fu prosciugato nel 1930 per spianare la strada al turismo iniziato negli anni '50.
Dopo la seconda guerra mondiale a Bibione c'erano solo rovine, come la colonia marina diretta dalle suore e la villa abbandonata del dottor Mecchia, ma nel 1952 cominciò l'opera di costruzione del primo edificio, l'odierna Pensione Paron.
La zona venne nei primi tempi acquistata da varie ditte, tra cui i Zerman - Pasotto di Verona e il cremonese Cesare Branchi, in seguito molti altri pionieri nel 1956 investirono i loro risparmi a Bibione: così nel 1957 sorse il primo albergo , il "Bibione", e nel 1958 ci fu un notevole impulso a seguito dell'asfaltatura della strada.
Nella cartografia ufficiale dell'Istituto Geografico Militare di Firenze del 1951 compare il nome di Bibione, toponimo originario la cui paternità è di Gellio Cassi: il nome divenne ufficiale con il decreto del Presidente della Repubblica nel 1960, quando la città ottenne anche la qualifica di area balneare.
Il turismo, già avviato nel 1953, da allora ha fatto passi da gigante: nel 1961 per la prima volta Bibione è stata inserita nell'annuario del Touring Club e nel 1963 è stata istituita l'Azienda di Soggiorno e Turismo (l'attuale Azienda di Promozione Turistica).
Il resto è storia: Bibione ha continuato a crescere e a sviluppare le sue potenzialità nel rispetto dell'ambiente, diventando una delle più belle località balneari d'Italia.