
Fagaré, minuscola frazione di San Biagio di Callalta, provincia di Treviso. Sotto un ponte che collega le due sponde del Piave molte famiglie trascorrono serene i week-end primaverili o estivi improvvisando pic-nic in riva al fiume.
Poche di queste famiglie però (e a quanto pare anche pochi giornalisti) conoscono il valore storico e pattriotico di questo piccolo paese che ha nel suo stesso nome "completo" la sua importanza storica.Già, perchè questo insignificante paese non si chiama banalmente e semplicemente Fagaré ma si chiama Fagarè della Battaglia ed ospita al suo interno il primo monumento agli "Eroi del Piave" realizzato nel 1919 e racchiuso al centro della grande esedra del Sacrario Militare di Fagarè, appunto.
Nelle navate laterali del monumento sono contenute le salme di 5191 soldati e di 5350 (così dicono le stime ufficiali) soldati ignoti caduti nel primo conflitto mondiale. All'interno del monumento si può anche visitare un piccolo museo realizzato con uniformi, munizioni, armi e documenti donate da numerosi reduci della I Guerra Mondiale.
Questo monumento è attualmente sede di commemorazioni ricorrenti nelle date del 25 aprile e del 4 novembre.
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Come? Ma ... avete letto con attenzione? Pare che a Fagarè della Battaglia, a San Biagio di Callalta, Treviso, si svolgano commemorazioni in data 25 aprile presso il Sacrario Militare....
Sì, il 25 aprile... stessa data "maledetta" in cui una bimba, di una di quelle famiglie che abbiamo descritto poco tempo fa trascorrere serenamente il week end improvvisando pic-nic, rimase ferita gravemente ad una mano e ad un occhio a causa di un pennarello evidenziatore che le esplose tra le piccole dita.Ma allora facciamo un passo indietro.
Siamo al 25 aprile 2003 e la piccola Francesca si trovava con la famiglia sotto il famoso ponte che unisce le sponde del Piave. Giocava, la piccola Francesca, giocava con i suoi amichetti quando venne attratta da un oggetto giallo posato su un muretto. La piccola vittima si avvicinò e si accorse che l'oggetto altro non era che un evidenziatore. Non seppe resistere alla tentazione e raccolse il pennarello e una volta che cercò di aprirlo questo le esplose in mano tranciandole di netto tre dita. Inoltre schegge di plastica la colpirono al volto e ad un occhio dal quale perse quasi completamente la vista.Che il nostro amico abbia voluto celebrare a modo suo, con rito separato e parellelo a quello che a poche centinaia di metri si stava svolgendo, il 25 aprile?
Oppure sarà anch'egli andato a quella cerimonia, là, presso il Sacrario Militare, attendendo con ansia che arrivasse la notizia tanto attesa dell'esplosione?
Commemorava le vittime attendendo la propria vittima?
Figlio o orfano di una vittima di guerra? Di un caduto sotto le bombe nemiche? O figlio di un nemico e disturbato da quelle "patetiche feste" della liberazione?Ma ancora più inquietante è il mistero che aleggia su questo attentato. Poco o nulla si è scoperto (ma il Tarlo vi svelerà presto anche questo mistero) su quell' oggetto non identificato (non temete non era un'astronave UFO!!) di colore giallo, forse una torcia, raccolto da un bambino all'interno di un cortile di una scuola nel lontano 1988. Sappiamo solo che esplose e che il bimbo, ahimè, rimase ferito. Ma il fatto resta tutt'oggi sconosciuto a molti. Perchè si è taciuto su questo (e non solo su questo!) evento? Perchè alla luce dei fatti dopo accaduti al nostro bombarolo non gli è stato appioppato anche questo brutto fatto? Non sarà stato lui? Allora chi fu? Il suo maestro? Forse sì o forse era lui, magari un pò più giovane e un pò più bello di come sarà ora e magari con qualche capello di meno (visto che si crede così astuto da farci credere di lasciarli cadere nelle uova bomba) però già con la passione per il colore giallo.
Giallo. A quanto pare un colore amato dal bombarolo come vedremo nelle altre cronache. Ma qual'è il significato esoterico e qabbalistico di questo colore? Vi sono più versione tra le quali una che afferma sarebbe il colore dello zolfo e quindi del... DIAVOLO!!!.
Pare addirittura, stando alla lettura di alcuni vangeli apocrifi (ovviamente banditi e tenuti nascosti dalla madre chiesa...come la "madre stato" nasconde le verità ai suoi figli...) che Giuda fosse vestito di giallo durante l'ultima cena.
Ma dopo questo piccolo cenno esoterico sul significato mistico del colore giallo torniamo "a bomba" sul giallo dell'evidenziatore.
La cosa più diabolica è che sul muretto dove era posto quell'evidenziatore vi era la scritta :"Anche oggi è un brutto giorno senza sole, è un giorno del diavolo. 21 aprile 2003" .
Un presagio? Un avvertimento? O una firma? Qualcuno potrebbe dire che se fosse stato il bombarolo, come quasi certamente è, a lasciare quella scritta l'attentato non avrebbe nessuna attinenza con la ricorrenza del 25 aprile....
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E infatti così potrebbe essere. Perchè nessuno, o quasi, vi ha mai detto che quel posto maledetto, sotto il ponte, a Fagarè della Battaglia, non solo si riuniscono le famigliuole nei week-end ma alla sera, sotto quel ponte, si incontrano gli abitanti pervertiti di Sodoma, Gomorra ......e San Biagio di Callalta!! Sì, avete capito bene. Di giorno bimbi e pic-nic. Di notte incontri tra gay e chissà quali altri tipi strani e depravati. Un luogo dove, di notte, il demonio è di casa.
Forse allora voleva punire quegli esseri immondi. Forse la sua immensa e mistica fede lo ho portato a diventare l'esecutore materiale di una punizione divina. Il fatto che, disgraziatamente, ci abbia rimesso la mano una bambina non potrebbe esser altro che una pura e triste casualità.
Già me lo immagino, il nostro amico, di notte sotto quel ponte, al buio, radente i muri, col pennarello esplosivo in tasca, ovviamente preoccupato di guardarsi bene di dietro... (il), posare su quel muretto la sua creatura che prendendo vita avrebbe liberato dal male...
Il Tarlo